6 Aprile 2031

20.05.2020
Il 6 Aprile 2031, alle ore 2,30 ora di Londra, la Terra torna a tremare. Lo scuotimento ha la durata di 60”. In ogni parte del pianeta, tutti gli orologi sono fermi alle 2,31, a 60” dall’inizio dell’evento.
Il 6 Aprile 2031, alle ore 2,30 ora di Londra, la Terra torna a tremare. Lo scuotimento ha la durata di 60”. In ogni parte del pianeta, tutti gli orologi sono fermi alle 2,31, a 60” dall’inizio dell’evento.

6 Aprile 2031, ore 2,30 del meridiano di Greenwich

6 Aprile 2050, ore 15,00 del nuovo sistema di misurazione del tempo relativa a Sole 2. L'astronave Arca II, partita dalla base terrestre sottomarina internazionale "Last Beach" del triangolo delle Bermude, approda su Marte trasferendo sul pianeta i superstiti, uomini, animali e piante, a seguito degli sconvolgimenti verificatisi sulla Terra, tra il 2008 e il 2049 secondo la misurazione del tempo relativa a Sole 1. La colonizzazione di Marte ad opera di quel che resta dell'umanità terrestre ha inizio.

Tutto ha origine in Italia nel Dicembre del 2008. Una serie di eventi sismici con epicentri nell'intera area della città dell'Aquila, della conca aquilana e di parte della provincia (bassa Valle dell'Aterno, Monti della Laga, e Monti dell'Alto Aterno) si concludevano nella scossa di magnitudo pari a 6,3 il 6 Aprile del 2009, alle ore 3,32 con la totale distruzione della città. La scossa aveva interessato gran parte dell'Italia centrale con un bilancio definitivo di 309 vittime, oltre 1600 feriti, 10 miliardi di euro di danni stimati. Da quel momento l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Italiano continua a rilevare, fino a tutto il 2019, il manifestarsi di un'attività sismica di grado inferiore, interrotta da brevi intervalli, in tutta l'area già interessata dal sisma del 2009. Contemporaneamente, tra il 2009 e il 2020, si verificano una serie di eventi simili a quello dell'Aquila, anche di magnitudo più elevata, a macchia di leopardo, in tutto il globo terracqueo. Sommovimenti, tsunami, maremoti, esplosioni vulcaniche si verificano in tutti i continenti in corrispondenza delle fasi di stasi dell'attività sismica in Italia. Al 2020 seguono anni di relativa calma, con isolati e sporadici terremoti di scarsa entità in Cile, Alaska, Indonesia, Russia, Giappone, Tibet e Georgia, durante i quali l'attività sismica nell'area italiana sembra del tutto cessata.

Alle ore 2,30, ora di Londra, del 6 Aprile del 2030 la città di Los Angeles è investita da una scossa del'7° grado della scala Mercalli. La scossa della durata di 30", pur scatenando il terrore degli abitanti, non provoca alcun danno alle strutture, né vittime umane. Mentre le reti radiofoniche e televisive dei vari paesi diramano la notizia, esattamente un'ora dopo, alle 3,30, ora di Londra, dello stesso giorno anche Tokio è interessata da un evento analogo: 8° grado della scala Mercalli, nessun danno, nessuna vittima. Lo scambio di informazioni tra i vari network si trasforma in dibattito. Ai microfoni e davanti alle telecamere si alternano gli scienziati che iniziano a interrogarsi sulla singolarità degli eventi sismici che si sono manifestati a distanza di un'ora esatta l'uno dall'altro, in due punti diversi della terra. Mentre si discute, mentre ci si interroga, con la cadenza cronometrica di un'ora di intervallo tra un evento e l'altro, esplodono Teheran, Istambul, Lima, Valdivia in Cile, Sumatra in Indonesia, Sendai in Giappone, L'aquila e Messina in Italia e vari altri territori in ogni parte del mondo. Ovunque grande paura, gente in fuga dalle case e dai luoghi di lavoro, ma nessun danno, nessuna vittima. Per ventiquattro ore la terra viene violentemente scossa. Niente danni, niente vittime. Come se nulla fosse accaduto. Gli scienziati non riescono a spiegare l'origine e le caratteristiche di questi fenomeni, anche se, da una attenta osservazione astronomica, si notano modificazioni del sistema solare, ad esempio nel movimento dei pianeti e nella distanza tra di loro e dei relativi satelliti. Variazioni appena apprezzabili, per ciò stesso indecifrabili. Mentre gli scienziati studiano, la vita riprende a funzionare regolarmente.

Tutto sembra essere ritornato alla normalità quando il 6 Aprile 2031, alle ore 2,30 ora di Londra, esattamente un anno dopo i sommovimenti verificatisi in ogni parte del mondo, la Terra torna a tremare. Questa volta non si tratta di eventi tellurici, non si tratta di terremoti. Nel giro di qualche minuto gli Osservatori geofisici di tutto il pianeta constatano concordemente che è tutta intera la Terra a "ballare" nello spazio. Il pianeta è come se venisse scosso violentemente da una forza esterna. Lo scuotimento ha la durata di 60". Anche questa volta niente danni, nessuna vittima, ma in ogni parte del pianeta, tutti gli orologi sono fermi a 60" dopo l'inizio dell'evento, alle 2,31. Dopo svariati tentativi ci si accorge che è inutile cercare di rimetterli in funzione. Qualunque sia il meccanismo su cui essi sono basati, analogico o digitale che sia, è fuori uso. L'immediata conseguenza è che tutte le tecnologie controllate da sistemi di misurazione del tempo diventano inutilizzabili.

L'abbagliante alba del 6 Aprile 2031 registra il comprensibile smarrimento della popolazione umana. Il tempo delle funzioni minime vitali, come la fame e il sonno, è scandito dall'orologio biologico, l'automatismo di alcune attività di lavoro viene sostituito dall'intervento manuale dell'uomo, ma per la maggior parte delle esigenze di funzionamento del mondo, governato ormai per il 95% da tecnologie automatiche, è il disastro. Basti pensare alle Banche, agli Ospedali, a tutte le apparecchiature informatiche del globo.

La giornata del 6 Aprile 2031 non si conclude con la notte che segue al tramonto del sole. Per tutta la giornata, scandita esclusivamente dall'orologio biologico (colazione, pranzo, cena), si è avvertito un aumento di calore insolito anche nelle zone artiche del pianeta e quando l'orologio biologico induce gli uomini al terzo pasto giornaliero, il sole splende ancora. La luce, nel trascorrere del tempo biologico dell'uomo, è solo mutata di colore. In principio quasi accecante poi, via via, meno abbagliante fino ad assumere le caratteristiche della luce di una normale giornata di sole. L'osservazione astronomica, lo studio e l'analisi di quanto è accaduto nel volgere di 22 anni porta a concludere che un secondo Sole, nato da una qualche sconosciuta tempesta cosmica, si è interposto tra la Terra e Marte, esattamente in asse con essi, così da determinare l'illuminazione permanente del globo terraqueo. Tutto ciò ha prodotto la formazione di un campo magnetico intorno alla Terra tale da inibire ogni dispositivo, meccanico o digitale, di misurazione del tempo.

In relazione all'aumento sempre più grave e sempre più accelerato dell'inquinamento dell'ambiente, un gruppo internazionale di scienziati e tecnici si trovavano già impegnati nella costruzione di una grande astronave che potesse trasferire, nel momento di un'emergenza che costringesse all'abbandono del pianeta, gruppi numerosi di persone dalla Terra a Marte. Il progetto "Great Flood Two"[1] al quale partecipavano l'Unione Europea, La Cina, Il Giappone, La Russia e gli Stati Uniti d'America, aveva avuto inizio una volta che gli studi e le esplorazioni spaziali condotte fino a quel momento avevano stabilito l'esistenza, su Marte, di forme di vita analoghe a quelle esistenti sulla Terra. Marte poteva offrire un'alternativa di abitabilità e di sopravvivenza alla specie umana. L'assenza del campo magnetico che ora bloccava tutto sulla Terra avrebbe nuovamente consentito il controllo e la misurazione del tempo. Vi sarebbe stato nuovamente l'alternarsi del giorno e della notte e il susseguirsi delle stagioni anche se, probabilmente, con durate diverse data la presenza di due Soli. A garanzia della sicurezza e della segretezza del progetto, per la costruzione dell'astronave era stato allestito un cantiere sottomarino, la base operativa "Last beach"[2], al largo dell'Oceano Atlantico, nel triangolo delle Bermude, raggiungibile esclusivamente con uno speciale sottomarino atomico opportunamente attrezzato per il passaggio delle persone dal sottomarino alla base operativa. L'equipe di scienziati e tecnici addetti al progetto avevano constatato che la collocazione del cantiere a circa 10.000 metri sotto il livello del mare metteva al riparo dal campo magnetico che circondava la terra e che determinava il blocco di tutti i sistemi di misurazione del tempo. Gli orologi, i timer, i contatori analogici e digitali della base avevano continuato a funzionare. Dunque, l'astronave in costruzione che sarebbe stata controllata da potenti elaboratori elettronici poteva funzionare e decollare. Per motivi diversi dalla catastrofe ecologica, si era, ora, in piena emergenza. Era dunque necessario accelerare al massimo la costruzione dell'astronave per l'evacuazione della popolazione del pianeta Terra.

Secondo la misurazione del tempo monitorata dai dispositivi allocati nella base operativa, il lavoro febbrile degli scienziati, degli ingegneri e del personale tecnico della base portò al completamento del progetto tra il Settembre e l'Ottobre del 2049. Sempre in base alla stessa misurazione, tra la primavera del 2031 e l'autunno del 2049, la popolazione del mondo terrestre fu decimata in seguito al non funzionamento delle dotazioni tecnologiche medicali, per malattie di carattere psicosomatiche derivanti dallo sbandamento per l'assenza dei riferimenti temporali consolidati, per l'anomala situazione ambientale determinata da una stagionalità per la massima parte caratterizzata da caldo eccessivo, per la precaria e rischiosa funzionalità dei mezzi di trasporto terrestre, marittimo e aereo con conseguenti molteplici incidenti mortali. Quando l'astronave fu pronta per il viaggio nello spazio, la popolazione della terra contava ormai soltanto qualche centinaio di migliaio di persone. L'arco di tempo, misurato dagli strumenti della base "Last Beach", intercorrente tra il Novembre 2049 e la prima metà di Febbraio 2050 venne impiegato per la raccolta, la preparazione e l'organizzazione delle persone superstiti del pianeta per l'imbarco sull'astronave. Vennero portati a bordo anche esemplari di piante da fusto e da ortaggio, esemplari di coppie di specie animali, in particolare animali domestici e da cortile, assortimento di semi per la riproduzione di piante agricole e ortofrutticole. Il 14 Febbraio 2050, alle ore 00.00, ora del meridiano di Greenwich, indicata dagli strumenti della base "Last Beach", l'Astronave Arca II decollava, risalendo alla velocità di 500.000 Km orari, dai 10.000 metri del profondo del mare con destinazione Marte.

(Antonio Fiorito - Padova, 20 gennaio 2020.)


[1] Diluvio Universale 2

[2] Ultima spiaggia